Cosa c’entra il Lupo con me e con il Taekwondo?

Sono certo che ve lo siete chiesti. Il Lupo è un animale sociale, che vive in gruppi organizzati da una ferrea gerarchia.
Si pensa che l’origine del branco sia strettamente connessa con la necessità di avere più probabilità di successo nella caccia delle prede. Il branco è guidato dal maschio alfa e dalla femmina alfa. La coppia alfa è leader e possiede più libertà rispetto al resto del branco: non impartisce ordini agli altri lupi, ma ha la possibilità di scegliere cosa fare, quando, dove, come. Il resto del branco, in genere, condivide le scelte della coppia leader e le segue.
I lupi, quando sono in lotta, preferiscono puntare sull’ostilità psicologica, anziché su quella fisica. Quindi, per raggiungere uno status molto alto nella scala sociale, i lupi puntano molto di più sulla personalità o sull’atteggiamento, che sulla taglia o sulla forza fisica.
Ecco, io sono un lupo. Ho puntato sempre sulla tecnica, sull’astuzia e sul lavoro duro per raggiungere risultati eccellenti.

 

La guerra è la madre di tutte le cose, diceva Eraclito di Efeso.

Ed è vero. Siamo sempre in guerra per raggiungere i nostri obiettivi, nello sport come nella vita. Ma questo non basta. Bisogna avere dentro i giusti valori.
Oggi spesso la competizione è associata ad alcuni concetti negativi: scorrettezza, aggressività, ostilità.
Invece la vera competizione consiste nella ricerca dell’eccellenza delle proprie prestazioni. Ognuno di noi non deve puntare sullo sconfiggere o disincentivare gli altri, ma deve aspirare al proprio miglioramento.
In questo modo la sfida diventa un luogo di confronto e di crescita e ognuno di noi può evolversi.

La forza del lupo è il branco, e la forza del branco è il lupo. Rudyard Kipling.

A mio parere bisogna puntare sul gioco di squadra e sulla collaborazione. Lo so, il taekwondo è uno sport individuale, perché sul tatami l’atleta è solo, ma dietro c’è sempre un lavoro di squadra.
Della mia squadra fanno parte il team di allenatori, i compagni della Nazionale, lo Sport Coach, gli assistenti, ma anche mia moglie, la mia famiglia, i miei amici, i miei fan.
E i miei allievi. Dopo la medaglia d’argento di Mauro Sarmiento ai Giochi di Pechino 2008, si è verificato il boom del taekwondo in Italia. Prima era solamente diffuso a livello locale in alcune regioni-pilota, come il Lazio, la Campania e la Puglia, oggi invece sono tantissimi i giovani che si avvicinano al taekwondo: circa 30mila praticanti in Italia.
Una parte importante del taekwondo consiste nel percorso di crescita individuale che si deve svolgere. Le cinture rappresentano il grado di maturità acquisito e il livello di conoscenza dell’arte raggiunto. I gradi (detti Kup) che portano dalla cintura bianca alla cintura nera sono dieci.
Quando raggiunge la cintura nera, lo studente ha solamente costruito la base, dopo lo attende il lavoro di costruzione della casa. Questo è il momento in cui il taekwondoka inizia davvero ad imparare la tecnica: da qui in poi deve impegnarsi duramente nella pratica e nello studio, per poter diventare un esperto.
Ogni cintura rappresenta anche un grado diverso di responsabilità: le azioni del detentore di cintura nera sono osservate sempre dalla sua squadra. Si può affermare che il Taekwondo sia un’arte marziale fortemente “meritocratica”.
Il senso della squadra nel taekwondo si basa sui concetti di trasparenza e rispetto del migliore. Come in un branco, si rispetta la scala gerarchica e ognuno dà il suo meglio, senza invidie, né scorrettezze.
Le gerarchie si fondano sul grado di conoscenza e sulla condotta dei taekwondoka e hanno un forte valore “educativo”: chi è ad un livello più alto della scala ha maggiori responsabilità e deve prestare la sua conoscenza per far crescere chi è ad un livello inferiore della scala.
Questo è davvero gratificante: con me si allenano ragazzi attorno ai 16 anni. È un dare-avere continuo molto stimolante, perché io aiuto loro nell’affinare la tecnica, mentre loro mi trasmettono quell’entusiasmo che è la base dalla quale trarre ispirazione.

IL TAEKWONDO

 

Si tratta di un’arte marziale coreana e sport da combattimento a contatto pieno, nato fra gli anni ’50 e ’60 (nonché sport nazionale in Corea del Sud), che si basa principalmente sull’uso di tecniche di calcio, nonché l’arte marziale che conta il maggior numero di praticanti in tutto il mondo. Combina tecniche di combattimento per la difesa personale e pratica agonistica, soprattutto come sport olimpico.
In alcuni casi, viene svolta anche per motivi di filosofia e meditazione. Nel 1989, il taekwondo è diventato l’arte marziale più popolare al mondo in termini di praticanti.
La filosofia del taekwondo ha come fondamento l’etica, la morale, le norme spirituali attraverso le quali gli uomini possono vivere senza litigare.
La traduzione letterale di Taekwondo è: “L’arte di calciare e di colpire di pugno”. Infatti, “tae” significa calciare, “kwon” significa colpire di pugno e “do” significa arte.

“Do” in coreano implica anche un concetto di natura filosofico-comportamentale, o più semplicemente uno stile di vita, che permette di raggiungere una più approfondita conoscenza di se stessi e, in definitiva, rappresenta lo scopo ultimo del Taekwondo.
Un aspetto importantissimo del taekwondo è quello del combattimento, in cui prevale l’elemento tattico e agonistico.
È uno sport che punta molto sulla spettacolarità.
Nel taekwondo non è importante la forza bruta, mentre la preparazione fisica ha un ruolo determinante: il corpo deve essere agile, flessibile, ed allo stesso tempo resistente.
Attraverso questa arte marziale si scopre di non avere limiti e che, con il lavoro, si può raggiungere qualsiasi obiettivo. Si tratta quindi anche di una disciplina mentale che si può applicare alla vita di tutti i giorni.

Spero sinceramente che attraverso il taekwondo ogni uomo possa acquistare la forza sufficiente per arrivare ad essere il guardiano della giustizia, opponendosi ai conflitti sociali e coltivando lo spirito umano al livello più alto possibile. È con questo spirito che mi sono dedicato all’arte del taekwondo per tutti i popoli del mondo. Generale Choi.

I VALORI DEL LUPO

I Maestri di TaeKwonDo sono caratterizzati da una personalità serena, che deriva dal loro equilibrio interiore. Questa visione prende le sue origini dalla filosofia buddista. Il concetto fondamentale è proprio quello di equilibrio: bisogna trovare l’equilibrio tra due forze opposte e complementari. Se, ad esempio, dobbiamo combattere contro un avversario aggressivo, possiamo sfruttare l’energia negativa dell’aggressore a nostro favore. Questa arte marziale punta molto sul gesto atletico, sulla precisione e sulla tecnica.

Ecco gli undici comandamenti del taekwondo:

1) Fedeltà al tuo paese

2) Rispetto dei tuoi genitori

3) Fedeltà alla tua sposa

4) Rispetto ai tuoi fratelli

5) Lealtà verso gli amici

6) Rispetto agli anziani

7) Rispetto dei tuoi insegnanti

8) Non uccidere ingiustamente

9) Spirito indomabile

10) Fedeltà alla tua scuola

11) Termina ciò che hai iniziato

 

I principi alla base del taekwondo sono:
1. Cortesia (Ye Ui)
Bisogna praticare la cortesia per costruire un carattere nobile, prendere coscienza dei propri vizi, comportarsi educatamente, essere giusti e umani, riconoscere le gerarchie, rispettare i beni altrui, essere sinceri.
2. Integrità (Yom Chi)
È necessario saper distinguere le cose giuste da quelle sbagliate e saper ammettere i propri errori. Il taekwondo non deve essere promosso o praticato per i soli fini materiali, bensì per i giusti motivi. E questa regola vale, in generale, nella vita: qualsiasi lavoro noi facciamo, qualsiasi sport noi pratichiamo, dobbiamo farlo nel migliore dei modi, con lo scopo di crescere interiormente e non per soli motivi economici o per raggiungere posizioni di potere.

3. Perseveranza (In Nae)
È il segreto più importante per raggiungere qualsiasi obiettivo.

4. Autocontrollo (Guk Gi)
Bisogna sempre rimanere concentrati sui propri obiettivi. Se si perde l’autocontrollo si hanno alte possibilità di perdere l’incontro e, in generale, la propria sfida. Quindi la regola è non farsi prendere dal panico.

5. Spirito Indomito (Baekjul Boolgool)
Significa affrontare i grandi problemi della vita, utilizzando il coraggio e senza rinunciare ai propri principi.

 

Caratteristiche del Lupo:
1. Rispettoso
2. Patriottico
3. Vincente
4. Orgoglioso
5. Astuto
6. Modesto
7. Onesto

#DIVENTALUPO

 

La vita di oggi è frenetica, spesso precaria e piena di stress. Da quando ci si sveglia la mattina a quando si va a dormire la notte, si è in lotta.
Ma si può lottare in tanti modi.
Io penso che si possa lottare senza essere aggressivi, senza gridare, senza scorrettezze.
#diventalupo nasce da un’idea molto semplice. Londra 2012 è stato un traguardo importantissimo per me, ma, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, la mia vittoria è stata raggiunta con la testa, prima che con il mio corpo.

Il mio “essere lupo” è stata la carta vincente. E penso possa esserlo per tutti.
Il Taekwondo è uno sport “generoso”, fondato sulla catena della conoscenza e sulla voglia di insegnare agli altri ciò che precedentemente si è imparato.

Con #diventalupo voglio spiegarvi cosa significa essere lupo, sperando che possa esservi utile.

BAMBINI

 

#diventalupo è un progetto che dedicherà tantissimo spazio ai bambini, per molti motivi. È un’arte marziale che in Italia riscuote sempre più successo e a cui i genitori iniziano a guardare con interesse.
Poi, motivo ancora più importante, il Taekwondo è uno sport olimpico estremamente completo e può aiutare i bambini nel loro sviluppo psicomotorio. Inoltre consente loro di sviluppare le capacità coordinative, l’equilibrio, la precisione.
Ma ancora non basta: i bambini che praticano il taekwondo acquisiscono dei valori sociali positivi, capiscono l’importanza di impegnarsi duramente per raggiungere i propri obiettivi, sanno di essere obbligati a rispettare le gerarchie e possono sfogare in modo sano la loro vivacità (proprio come ho fatto io).

#DIVENTALUPO SOCIAL

 

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